Linux Da Zero

 
Linux da zero è un manuale che nasce dalla necessità di utilizzare immediatamente Linux, utilizzando un ambiente grafico e avendo immediatamente a disposizione tutte le potenzialità di un "normale" computer da casa. E' un manuale concepito per persone che abbiano pochissima dimestichezza con il computer in generale e con Unix in particolare. L'obiettivo è quello di utilizzare il computer senza mai (o quasi mai) fare uso di comandi testuali.
 
 


Hackntropology - Attraversamenti delle Culture Hacker

Il documento che segue è stato scritto da Raffaele Boiano. Il testo, rilasciato con licenza Creative Commons (A-NC-SA), parla delle culture hacker. "Quanto la scrittura come tecnologia influenzi il modo di fare etnografia è uno dei perturbanti campi d’indagine di questo studio."
Stravolgendo il paradigma IPOTESI-TESI-DIMOSTRAZIONE, l'autore afferma: "Il mio intento è quello di connettervi."
"La magia della carta è quella che ogni supporto compie nel momento in cui è in grado di conservare il persistere dello stato (nel linguaggio tecnico di un programmatore il persistere dello stato si verifica ogniqualvolta si è in grado di richiamare un bit d’informazione da un supporto)."

tratto da Hackntropology

Questo documento, afferma l'autore "segna l’itinerario del mio viaggio personale, dall’abbandono degli studi antropologici tradizionali in favore di una antropologia cyber a un vivo interesse per la pratica dell’hacking."
 


Luci e ombre di Google

Un’analisi seria e approfondita sull’universo di Google e sull’industria dei metadati.

Google si è affermato negli ultimi anni come uno dei principali punti di accesso a Internet. Ci siamo adattati progressivamente alla sua interfaccia sobria e rassicurante, alle inserzioni pubblicitarie defilate ma onnipresenti; abbiamo adottato i suoi servizi e l’abitudine al suo utilizzo si è trasformata ormai in comportamento: “Se non lo sai, chiedilo a Google”. Google ha saputo sfruttare magistralmente il nostro bisogno di semplicità. Eppure ci troviamo di fronte a un colosso, un sistema incredibilmente pervasivo di gestione delle conoscenze composto da strategie di marketing aggressivo e oculata gestione della propria immagine, propagazione di interfacce altamente configurabili e tuttavia implacabilmente riconoscibili, cooptazione di metodologie di sviluppo del Free Software, utilizzo di futuribili sistemi di raccolta e stoccaggio dati.
Il campo bianco di Google in cui inseriamo le parole chiave per le nostre ricerche è una porta stretta, un filtro niente affatto trasparente che controlla e indirizza l’accesso alle informazioni. In quanto mediatore informazionale Google si fa strumento di gestione del sapere e si trova quindi in grado di esercitare un potere enorme.
Cosa si nasconde dietro il motore di ricerca più consultato al mondo? Quello che da molti era stato definito e osannato come il miglior strumento per districarsi tra le maglie di Internet, pare celare molti segreti ai suoi utenti. Si va dalla scansione delle e-mail del servizio Gmail alla indicizzazione proposta da Google che sembra in realtà non dare tutte le risposte richieste dall’utente, fino a ipotesi di violazione della privacy collettiva. Criticare Google attraverso una disamina della sua storia, la decostruzione degli oggetti matematici che lo compongono, il disvelamento della cultura che incarna significa muovere un attacco alla tecnocrazia e alla sua pervasività sociale.
 
 


Il corpo postumano tra realtà e fantascienza

Siamo (o saremo) tutti cyborg? C'è già più realtà e scienza che fantascienza in questa domanda. Perché ormai la tecnocultura rimodella le coscienze, i corpi, la realtà stessa e promette di liberarci dal tanto disprezzato corpo. Ci offre rifugio nello spazio virtuale, per difenderci dal deterioramento corporeo; manipola il dna; produce comportamenti farmacologicamente indotti; impone la modella ginoide, asessuata; esalta l'industria del culto fisico e della chirurgia plastica; fa pratica con l'eugenetica e la clonazione... Le tecnologie destinate a migliorare il corpo ci possono rendere, in un futuro molto prossimo, tutti cyborg, organismi cibernetici padroni dell'evoluzione, pronti addirittura a superare la nostra condizione mortale. Ma l'orizzonte postumano è solo l'ennesimo tentativo di creare un dio, non padre ma figlio delle nostre menti e della nostra tecnologia. La posta in gioco siamo noi stessi, la nostra umanità, il nostro corpo: l'umanesimo di Yehya, né tecnofilo né tecnofobo, invita a non chiudere gli occhi e a cercare di conoscere quelle tecnologie troppo spesso appannaggio dell'ideologia e della pratica militare.

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Open non è free

Gli hackers fanno molto e dicono poco. Ma, nell'era della tecnocultura, hanno molto da insegnarci: la passione per la tecnologia, la curiosità che li spinge a metterci sopra le mani, a smontare per comprendere, a giocare con le macchine, a condividere i codici che creano. Essere pirati informatici significa essere pirati della realtà. Essere protagonisti attivi, agire e non subire il cambiamento; usare la tecnologia per soddisfare i propri bisogni e i propri desideri; porsi in un continuo dialogo con il flusso di informazioni delle reti, informatiche e umane. L'etica hacker, le pratiche di condivisione e cooperazione interessano ora anche il mercato, che ha assunto il metodo di sviluppo delle comunità hacker per risollevarsi dopo la bolla speculativa della net economy. I termini cambiano poco, da software libero (free software) a software aperto (open source), ma in realtà cambia tutto. Il passaggio è doloroso: la curiosità per il nuovo diventa formazione permanente, la fluidità delle reti diventa flessibilità totale, la necessità di connessione per comunicare diventa lavoro 24 ore su 24: semplici ed efficaci slogan del mercato globale. La cultura hacker cerca allora di elaborare nuove vie di fuga, insistendo sulla forza delle comunità e sulla responsabilità delle scelte individuali.

Questo è un libro COPYLEFT. Si può scaricare in formato elettronico, copiare e diffondere liberamente senza fini di lucro, dalla sezione materiali del sito della casa editrice, e dal sito del progetto Ippolita. Elèuthera promuove la libera circolazione dei saperi e pubblica volumi sotto licenze copyleft.